OECD: previsioni 2009/2010

giovedì 2 aprile 2009

Durante la conferenza stampa del 31 marzo l'OECD (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha reso noto le previsioni per il 2009/2010. Le proiezioni sono dettagliate per i Paesi del G7, per l'OECD in toto e per altri Paesi campione. Secondo l'OECD, l'attuale crisi economica è la recessione più profonda ed estesa degli ultimi 50 anni. Il rapporto è diviso in sezioni: giudizio sulla situazione macroeconomica; sviluppi in alcuni Paesi (OECD e non); efficacia ed obiettivi dei pacchetti di stimolo governativi; sommario di proiezioni per Paese.

Previsioni in dettaglio

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  • Stati Uniti d'America: la crisi finanziaria ha provocato una recessione economica, già iniziata nel 2008 (PIL 1,1%), che si aggraverà nel corso del 2009 (PIL -4,0%). Solo grazie agli interventi del Governo Obama, la situazione si stabilizzerà nel 2010 (PIL 0,0%). Il deficit di bilancio è previsto al -10,2% del PIL. Dal Dicembre 2007 sono andati perduti 4,5 milioni di posti di lavoro, portando la disoccupazione dal 5,8 al 10,3% (previsione 2010).
  • Eurozona: la zona Euro è entrata in una profonda recessione causata dalla situazione finanziaria, calo del valore degli immobili ed un drastico calo dell'export verso Paesi terzi. L'aumento della disoccupazione contrasterà tendenze inflazionistiche, portando il tasso vicino a zero per il 2010. Il Prodotto Interno Lordo è calato - calcolato a livello annuale - del 6% nell'ultimo trimestre 2008 e nel primo trimestre 2009. In Germania il tasso di disoccupazione dovrebbe salire dall'attuale 7,3 (2008) all'11,6% (2010); in Francia dal 7,4 al 10,9%; in Italia dal 6,8 al 10,7%. Nessuno di questi Paesi sarà in condizione di contenere il deficit di bilancio entro il 3% del PIL, con la Francia ad una punta di -8,3% nel 2010.
  • Giappone: a causa della crisi finanziaria globale, export ed investimenti si sono ridotti in modo sostanziale, mere lo Yen si é rivalutato. Il PIL avrà una crescita del -6,6%, aumentando la disoccupazione (al 5,6% nel 2010) e causando deflazione.
  • Cina: a causa del collasso del commercio internazionale, la crescita del PIL si dimezzerà rispetto al 2007, andando al 6,3%. Il calo dell'export e del costo delle materie prime hanno causato tendenze deflazionistiche. Il cambio di politica fiscale del Governo cinese aiuterà ad aumentare la domanda interna, rafforzando la ripresa economica.
  • India: la crescita economica indiana, già in rallentamento a partire dal 2007, continuerà a frenare, benché la crescita della domanda interna contrasta il calo delle esportazioni. L'inflazione dei prezzi al consumo calerà dall'8,8 al 4,5%.
  • Brasile: a causa della crisi globale, la crescita del PIL si è fermata (da circa 5% nel 2008 ad un atteso -0,3% per il 2009) e la domanda interna si è dimezzata. La situazione rimane comunque, in confronto ad altri Paesi, meno critica ed ha già mostrato segni di ripresa ad inizio 2009.