L'Enpa ed il Wwf vincono: i caprioli possono continuare a vivere

8 settembre 2006

Il Tribunale Amministrativo Regionale piemontese ha accolto ieri i ricorsi presentati dall'Ente Nazionale Protezione Animali e dal W.W.F, fermando l'abbattimento delle specie: per entrambe le associazioni ambientalistiche, questo è un passo avanti nella scalata per la giustizia animale.

Un Capreolus capreolus

"Questa è un’importante vittoria per l’E.N.P.A. e per gli ambientalisti, che sono riusciti a coinvolgere nella loro protesta non solo la cittadinanza dei paesi vicini, ma gli italiani" ha dichiarato ieri Giovanni Pallotti, coordinatore dell'associazione in Piemonte, che prosegue spiegando che questi ultimi "hanno scritto lettere ed e-mail alle amministrazioni locali e ai mass media, testimoniando uno schieramento compatto e ben più numeroso dei cacciatori."

L'ente, durante gli ultimi giorni, aveva ricevuto l'appoggio della provincia di Alessandria, che si era offerta di creare un tavolo di lavoro e di rivedere le modalità di censimento odierne; ciò nonostante, la Regione, sin dall'inizio, aveva dato numerose prove di disinteresse nei confronti del benessere animale. La Presidente piemontese Mercedes Bresso aveva risposto ad ogni obiezione mossa dagli animalisti al massacro degli ungulati con argomentazioni estremamente superficiali, ritenendo che l'azione dei fucili fosse la più immediata soluzione alla questione sul sovrappopolamento capriolo.

La decisione finale verrà, comunque, presa il 4 ottobre, quando il T.A.R. si pronuncerà a riguardo della sorte dei caprioli: qualora venisse presa la strada del trasferimento alcuni di essi saranno portati in parchi nazionali, come quelli del Gran Sasso, dei Monti della Laga, dei Monti Sibillini e della Majella, ed in parchi regionali come quelli del Sirente-Velino, delle Dolomiti Friulane, dei Monti Simbruini, delle Alpi Marittime, delle Alpi Apuane, dei Monti Lucretili, del Monte Cucco, della Lessinia, della Gola della Rossa e di Frasassi, del Monte Corno, del Sasso Simone e Simoncello, dell'Alta Valle Pesio e Tanaro, delle montagne della Duchessa e del Ticino lombardo.

Anche il W.W.F., sotto le spoglie di Fulco Pratesi, Presidente italiano dell'associazione, si è pronunciato: "Il nostro è un paese, in alcuni contesti territoriali, ha certamente, per qualche specie di animali, problemi di sovrappopolazione. L’uomo però, sterminando predatori naturali o facendo reintroduzioni sbagliate (per motivi venatori) ha alterato quegli equilibri che governano i rapporti tra varie specie"; così Pratesi invita a riflettere sul comportamento istintivo del Piemonte e su che cosa sarebbe potuto succedere se il T.A.R. non avesse accolto i ricorsi.

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