Inflazione al 4%, volano i prezzi degli alimenti

mercoledì 24 settembre 2008 L'Istat ha pubblicato negli scorsi giorni i dati sull'aumento del costo della vita in Italia per il mese di agosto, e che certificano un carovita ai massimi livelli dal 1996, quando l'inflazione era al 4; il livello attuale, lievemente maggiore, è del 4,1%. Ma per gli alimentari e i carburanti le cose sono molto peggiori, come certificano i dati riportati nella tabella che segue:

Aumenti nei beni di consumo
Voce Variazioni
su base annua al mese di luglio
Pane 12,0% 12,9%
Pasta 25,6% 24,7%
Carne 4,2% n.d.
Latte 11,0% n.d.
Frutta 7,5% n.d.
Benzina 10,5% 13,1%
Gasolio 23,8% 31,4%

Questi dati fanno sì che le famiglie di livello medio-basso, che sono maggiormente interessate a comprare solo beni di prima necessità abbiano registrato un indice di inflazione del 5,7% rispetto alla media generale.

Questo ad agosto, in quanto a luglio il dato era al 6,1%. La diminuzione è frutto del calo del prezzo dei carburanti, che seguono lentamente il calo del petrolio, arrivato a 147 dollari al barile, ma che nei giorni scorsi è sceso fino a meno di 90, per poi risalire sopra quota cento. Va poi precisato che il dollaro si è rafforzato nei confronti dell'euro, che ha determinato un certo calo fisiologico dei prezzi.

Il fatto che la benzina sia calata solo del 4,2% e il diesel del 4,9%, rispetto al "crollo" del prezzo del barile, ha però suscitato molte proteste da parte delle associazioni dei consumatori.

Questa modesta riduzione ha avuto un certo impatto sui prezzi annualizzati dei carburanti, ma altrettanto omogeneamente già per i prodotti alimentari. Il settore dei trasporti, che risente maggiormente delle variazioni di prezzo del carburante, ha registrato forti aumenti, riportati nella prossima tabella:

Aumenti nel trasporto e turismo
Voce Base annua
Trasporto aereo 40,7%
Trasporto marittimo 12,3%
Pacchetti vacanza 6,2%

La Coldiretti ha calcolato un aggravio di spesa per le famiglie, solo considerando pane e pasta, di 3,4 miliardi di euro. La Cia ha invece calcolato un taglio dei consumi alimentari del 60% nonostante la rinuncia alla qualità dei prodotti (che significa maggiore costo) e nondimeno, una spesa di 470 euro mensili per le spese alimentari di una famiglia. Per il Codacons, entro fine anno l'aggravio sui bilanci familiari sarà di 1.700 €.

Per questi motivi, il 18 settembre scorso è stato indetto lo Sciopero della pagnotta, in cui si è invitato a non comprare i prodotti a più alti livelli di speculazione, tra cui per l'appunto il pane.

Secondo l'Adiconsum, infine, le cifre dell'Istat sono sottostimate e l'inflazione reale viaggerebbe intorno all'8%. Anche per questo si è chiesto anche al governo una moratoria sui prezzi e tariffe (vi sono rincari previsti per molte bollette già da ottobre) fino al 30 giugno prossimo.

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(Testo integrale in PDF) Contiene tabelle di variazione dei prezzi al consumo.
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