Eurovision Asia Song Contest: a che punto sta?

lunedì 25 maggio 2020 La fama dell'Eurovision Song Contest ha superato i suoi confini già nel 2015, quando in via straordinaria si permise all'Australia di partecipare alla manifestazione. Infatti, per quanto il nome possa ingannare, il festival musicale non si limita alla sola Europa ma più che altro a quella che l'Unione internazionale delle telecomunicazioni ha definito la Zona europea di radiodiffusione (che grossomodo comprende l'intera Europa, il Caucaso, parte di Russia e Nord Africa e il Medio Oriente). Cionondimeno il festival viene trasmesso anche in nazioni ben distanti da questa zona come gli Stati Uniti, la Cina e per l'appunto l'Australia.

La partecipazione della nazione oceanica, straordinaria sotto molti punti di vista (dallo status di membro associato dell'emittente Special Broadcasting Service alla differenza di fuso orario), non si è però limitata al solo 2015, tanto che SBS e UER hanno garantito che la nazione gareggerà almeno fino al 2023. Sull'onda del successo che il contest ha riscosso in Australia (dove viene trasmesso dal 1983) SBS aveva palesato l'intenzione di creare un festival musicale basato sull'Eurovision Song Contest ma rivolto ad un pubblico asiatico-oceanico.

In viola i paesi che hanno espresso interesse nella partecipazione

L'Eurovision Asia Song Contest, così ribattezzato, si sarebbe dovuto tenere nel dicembre 2019 a Gold Coast, nel Queensland, e avrebbe visto probabilmente la partecipazione di 17 nazioni (Australia, Cina, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Hong Kong, India, Indonesia, Isole Salomone, Kazakistan, Maldive, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Singapore, Turchia, Vanuatu e Vietnam). Nello stesso anno tuttavia l'emittente australiana ha confermato che, pur essendo ancora tra i piani dell'emittente organizzare l'evento, ancora non ne sono stati rifiniti i dettagli.

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