Differenze tra le versioni di "Un nuovo ostacolo per i giovani avvocati"

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Con una [[w:posta elettronica certificata|P.E.C. posta elettronica certificata]] inviata alla vigilia di [[w:Natale|Natale]] a circa 40.000 professionisti forensi, nella maggioranza giovani avvocati si trovano ad affrontare nuovi costi legati alla propria professione.
 
In base al nuovo regolamento approvato dalla [[w:Cassa forense|Cassa forense]] ai sensi della L. 247/2012 art. 21 c. 7 e 8, si chiede ai giovaniprofessionisti con basso reddito che fino ad ora erano iscritti alla [[w:Gestione separata INPS|Gestione separata INPS]] di iscriversi alla Cassa versando i minimi previsti dal nuovo regolamento che assommano ad oltre 3.600 euro per un reddito da zero a 10.300 euro.
 
Si tratta di una forma di [[w:regressività|tassazione regressiva]] del reddito da lavoro, con [[w:aliquota contributiva pensionistica di finanziamento|aliquota contributiva pensionistica di finanziamento]] che va dal 35% all'infinito in contrasto conquando [[s: Italia, Repubblica - Costituzione#Art. 53|l'art. 53 della Costituzione]] prevede una tassazione progressiva dei redditi.
 
Tale norma è una conseguenza della [[w:riforma delle pensioni Fornero|riforma delle pensioni Fornero]] che ha cercato di introdurre per tutti i liberi professionisti il calcolo della pensione di vecchiaia con il [[w:metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita|metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita]].
Infatti i [[w:contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie|contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie]] sono un tributo che viene pagato ad un organismo di diritto pubblico quale è la Cassa forense.
 
Questi aumenti dei tributi servono per pagare le pensioni degli avvocati visto che la gestione avviene con il [[w:sistema pensionistico senza patrimonio di previdenza|sistema pensionistico senza patrimonio di previdenza]] impropriamente detto a "ripartizione".
 
Sistema pensionistico quello degli avvocati che rientra in quello che il prof. Tiziano Treu, Commissario straordinario dell'INPS, ha definito un "''bengodi degli anziani professionisti sulle spalle dei giovani professionisti''".<ref>{{Cita fonte|Italia Oggi|bengodi degli anziani professionisti sulle spalle dei giovani professionisti}}</ref>
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