Le manifestazioni per la morte di George Floyd diventano rivolte in tutti gli Stati Uniti

venerdì 29 maggio 2020

Morte di George Floyd
Gli effetti del gas lacrimogeno vengono attenuati se si viene in contatto con prodotti contenenti capseicina, in questo caso il latte

Nella città di Minneapolis, ma non solo, stanno aumentando le proteste per la morte di George Floyd, diventando delle vere e proprie rivolte. George Floyd è l'afroamericano ucciso martedì scorso da parte del poliziotto che lo aveva soffocato con il ginocchio per diversi minuti. Successivamente è stato identificato il poliziotto: è Derek Chauvin, in carriera da 19 anni e protagonista di altri episodi razzisti.

Il terzo distretto della polizia ha preso fuocoModifica

 
Manifestanti si spostano verso il terzo distretto di polizia, Minneapolis
 
Le barricate del terzo distretto di polizia in fiamme

Questa è la terza giornata di proteste: il sindaco della città ha proclamato stato di emergenza, ed sono state schierate 500 unità facenti parte della Guardia Nazionale. Le rivolte si sono diffuse anche a Los Angeles e New York. Ieri, però, è stata la giornata più violenta: i manifestanti hanno incendiato il terzo distretto della polizia, entrandovi all'interno abbattendo le barricate erette poco prima. Attorno alle 22 (ora locale), l'incendio è stato appiccato dall'interno dell'edificio. Quest'ultimo è stato evacuato, e le forze dell'ordine hanno sparato dei proiettili di gomma contro i manifestanti. Anche altri edifici sono stati incendiati.

  [EN]
« The Third Precinct police station in Minneapolis was set on fire as #Minneapolisprotests over the racially charged killing of a black man turned into a third night of arson, looting and vandalism »
[IT]
« Il terzo distretto della polizia di Minneapolis è stato incendiato nelle #Minneapolisprotests per l'omicidio razziale di un uomo di colore, trasformato in una terza notte di incendi dolosi, saccheggi e atti vandalici »

Sempre su Twitter, l'account ufficiale di Minneapolis ha avvertito i residenti su una possibile manomissione delle condutture del gas a seguito dell'incendio, invitando i cittadini ad allontanarsi, «in caso l'edificio esploda».

  [EN]
« We're hearing unconfirmed reports that gas lines to the Third Precinct have been cut and other explosive materials are in the building.

If you are near the building, for your safety, PLEASE RETREAT in the event the building explodes. »
[IT]
« Abbiamo sentito delle voci non confermate secondo cui le condutture del gas verso il terzo distretto sono state tagliate e altri materiali esplosivi si trovano nell'edificio.

Se siete vicino all'edificio, per la vostra sicurezza, per favore allontanatevi in caso l'edificio esploda. »

I manifestanti, chiedendo giustizia e portando cartelli anti-Trump, si sono mossi anche verso un centro commerciale, cercando di occuparlo: sono stati respinti e dispersi dalla polizia attraverso l'uso di gas lacrimogeni.

La protesta non si limita a MinneapolisModifica

 
Manifestanti alzano in aria cartelli anti-polizia che recitano Fuck Pigs ("fanculo maiali") e la sigla ACAB

La protesta si è estesa nel resto del Paese in città come New York, Oakland, Denver, Colorado e Louisville, dove si è deciso di chiedere giustizia anche per la morte dell'infermiera afroamericana Breonna Taylor, uccisa pochi giorni fa nel suo stesso appartamento dove la polizia ha fatto irruzione per errore. A New York sono state arrestate almeno trenta persone: i manifestanti si sono spostati verso il municipio, dove hanno scagliato bottiglie e altri oggetti verso gli agenti. Un protestante è stato arrestato per possesso di arma da fuoco, altri per aver dato fuoco a dei bidoni della spazzatura, e altri per aver bloccato la circolazione del traffico. A Denver è scattato un lockdown dell'assemblea statale in seguito a dei colpi di pistola sparati durante una manifestazione.

Che ne pensa Donald Trump?Modifica

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha esitato a dire la sua riguardo la faccenda, chiamando i manifestanti «criminali». Per lui chi protesta «sta disonorando la memoria di George Floyd», e prosegue attaccando il sindaco di Minneapolis, minacciando di mandare la Guardia Nazionale se «quel debole sindaco di estrema sinistra, Jacob Frey» non ristabilirà l'ordine.

  [EN]
« I can't stand back & watch this happen to a great American City, Minneapolis. A total lack of leadership. Either the very weak Radical Left Mayor, Jacob Frey, get his act together and bring the City under control, or I will send in the National Guard & get the job done right..... »
[IT]
« Non posso sopportare di vedere quanto sta accadendo a una grande città americana, Minneapolis. Una totale mancanza di leadership. O il debole sindaco della Sinistra Radicale, Jacob Frey, mette insieme le sue azioni e tiene sotto controllo la città, oppure invierò la Guardia Nazionale e farò il lavoro in modo giusto..... »

Twitter ha poi posto un avviso sul tweet, seconda volta per Trump, per esaltazione della violenza. L'avviso recita: «questo tweet ha violato le regole di Twitter sulla esaltazione della violenza. Tuttavia, Twitter ha stabilito che potrebbe essere di interesse pubblico che il tweet rimanga accessibile».

In una conferenza stampa, Jacob Frey ha risposto alle accuse di Trump, dicendo che la «debolezza è rifiutarsi di prendersi la responsabilità delle le proprie azioni»:

[EN]
« Well, let me say this, weakness is refusing to take responsibility for your own actions. Weakness is Pointing your finger at someone else during a time of crisis. Donald Trump knows nothing about the strength of Minneapolis. We are strong as hell. Is this a difficult time period, yes, but you had better be damn sure we’re going to get through this »
[IT]
« Bene, lasciatemelo dire, la debolezza è rifiutarsi di prendersi la responsabilità delle le proprie azioni. Debolezza è puntare il dito a qualcun altro durante un periodo di crisi. Donald Trump non sa nulla riguardo la forza di Minneapolis. Siamo forti da morire. È un periodo difficile, sì, ma è meglio che tu sia dannatamente sicuro che ce la faremo »
(Frey, sindaco di Minneapolis, in una conferenza stampa)

FontiModifica